È stata celebrata la Giornata del Malato nella Diocesi di Cassano Ionio, un momento di preghiera e riflessione dedicato al valore della cura, della prossimità e della speranza nei luoghi della sofferenza. La giornata è stata curata dall’Ufficio diocesano di Pastorale della Salute, in collaborazione con il responsabile dei Medici Cattolici, il dottor Aldo Foscaldi, che hanno coordinato i diversi momenti celebrativi.
La giornata si è aperta con la celebrazione eucaristica presso l’Ospedale “Ferrari” di Castrovillari, presieduta dal Vescovo della Diocesi, Monsignor Francesco Savino. Un luogo, quello dell’ospedale, che il presule ha definito sacro, al pari di un tabernacolo. “Ogni qualvolta entro in un ospedale” ha affermato “vengo d’istinto ad ginocchiarmi, perché, come ci si inginocchia davanti a un tabernacolo, così bisogna inginocchiarsi davanti ai luoghi di sofferenza”.
Nel corso dell’omelia presso la Cappella sita al 4 piano del nosocomio, il Vescovo ha consegnato ai fedeli tre parole chiave che hanno fatto da filo conduttore all’intera riflessione: fragilità, consolazione e gioia. Fragilità come condizione che accomuna ogni essere umano; consolazione come presenza viva di Dio e della comunità accanto a chi soffre; gioia come dono che può germogliare anche nella prova, quando la sofferenza è accolta e condivisa. Particolarmente incisivo il monito del presule: “L’ammalato che oggi vado a trovare domani potrei essere io”, un invito a non voltarsi dall’altra parte e a riconoscere nell’altro la propria vulnerabilità.
Nel pomeriggio, la Giornata del Malato è proseguita con una partecipata celebrazione eucaristica presso la Basilica Minore di Santa Maria del Lauro di Cassano Ionio, cuore spirituale della diocesi e luogo simbolo di fede e accoglienza. La basilica ha aperto le sue porte non solo ai fedeli ma anche ad ammalati, familiari, operatori sanitari e volontari che durante la celebrazione hanno ricevuto l’unzione degli infermi. La presenza dei malati, accompagnati spesso da parenti e associazioni di volontariato, ha reso visibile una Chiesa che cammina accanto a chi soffre, senza distinzioni né barriere.
Durante la celebrazione, il Vescovo Savino ha richiamato il valore della preghiera comunitaria come forza che sostiene nel dolore e come segno concreto di vicinanza. La Basilica, luogo mariano per eccellenza, può essere indicata come spazio di affidamento e di speranza, dove la sofferenza può trovare ascolto e consolazione. La preghiera dell’ammalato ha rappresentato un momento particolarmente sentito, affidando al Signore che si fa prossimo a chi soffre le paure, le angosce e le attese di quanti vivono la prova della malattia.
La celebrazione conclusiva nella Basilica Minore ha così suggellato una giornata intensa, ribadendo il messaggio centrale della Giornata del Malato: la cura non è solo un atto sanitario, ma un gesto profondamente umano e spirituale, che passa attraverso l’ascolto, la prossimità e la condivisione del dolore.











