mercoledì, Giugno 3, 2026
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Sanità: Ojetti (Amci), “oggi il medico viene giudicato dalla capacità di saper usare il computer, e non dalla capacità di prendersi cura del paziente”

“Spesso si confonde il diritto alla salute con il diritto alla guarigione, questa grande confusione tra questi due diritti ha portato il paziente, da un lato a voler sempre e comunque vivere e guarire e dall’altro, decidere se e quando voler morire”. Ad affermarlo in una nota Stefano Ojetti, presidente nazionale Associazione medici cattolici italiani. “In questo contesto il medico ha assunto il ruolo di comparsa, se non addirittura di mero esecutore di volontà espresse, come il suicidio assistito – continua il presidente –. Ad aggravare questo rapporto di sfiducia concorrono alcuni fatti di cronaca, che se confermati, screditano la classe medica, come l’episodio che ha visto indagati dieci medici per aver redatto certificati falsi in favore di persone che dovevano essere espulse o comunque allontanate dal nostro Paese”. “La professione del medico, non è un mestiere, ma una ‘missione’, come veniva definita un tempo. Non si tratta solo di fare diagnosi o di prescrivere una adeguata terapia – continua Ojetti –, ma è farsi carico dell’altro, donargli la speranza nel migliorare la sua condizione di sofferenza, cercare non solo di curare ma ‘prendersi cura’ che è cosa totalmente diversa”. “Tutto questo però non è scritto sui libri, ma lo hanno sempre insegnato i grandi maestri che oggi sono stati cancellati da una medicina dove ciò che conta è seguire le linee guida sempre e comunque anche quando si potrebbe agire diversamente, dove il buon medico viene giudicato dalla capacità di saper usare il computer, di trasmettere i certificati online. Ecco perché – conclude la nota – non ci si stupisce poi più di tanto se oggi quella sacralità, quel silenzio, quei movimenti scanditi con eleganza dove la lama di un bisturi sapientemente guidata trovava la strada di una guarigione, sono stati sostituiti oggi da condotte da parte di alcuni che concorrono a screditare l’intera classe medica con il loro deplorevole comportamento professionale”.